sophieintroSophie the Parisian is a blog that reflects the lifestyle of a dynamic, working girl from Paris, showing off her free, curious, elegant, and modern personality. Culture, fashion, and events, all in a stylish setting! The protagonist Sophie is a Parisian from head to toe, who knows Paris and its way of life like the back if her hand. Her blog is a "French style" encyclopedia: fashion, gastronomy, culture... it brings a contemporary look at broader topics such as education, health, and nutrition through interviews of renowned specialists.

Visit Paris in the company of Sophie the Parisian and ten of her avatar friends, who each have their own specialty on the blog: Béatrice (cooking), Brigitte (social circle), Catherine (guide), Cécile (health & beauty), Chantal (children), Charlotte (fashion), Isabelle (spot light), Marion and Nicole (interior & design), and Maxime (culture). They are all experts in their sector.

These characters came to life under the pen of Nathalie Peigney, the soul of the blog and the creator of the Sophie the Parisian concept. Marketing consultant, journalist, and ex-fashion designer, she is guaranteed editorial quality. #sophietheparisian

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The Parisian stands straight and walks with her head high. Haughty, superb, proud and snobbish? Not more than anyone else. Perhaps it’s just natural, genetic and involuntary? Certainly, the Parisian is aware that she belongs to an elite lucky enough to live in the city of light, the capital of style and romance. Does the way she carries herself have anything to do with this? Or is it a question of upbringing that engenders such haughty behavior? So, improve your posture and borrow an “unwittingly” superb attitude and perhaps obtain this, so Parisian, slightly snobbish charm.

Vegetarian Gazpacho

Don't expect to find strictly French food in Paris! Like any big city, Paris is home to a vibrant mix of international cuisines and Parisian girls love to discover original or creative recipes as this funny and healthy Yellow Gazpacho recipes with sunny yellow tomatoes! The difference in color between red and yellow tomatoes is not just superficial…

Prima avevano lavorato come esperte in arte moderna presso la più grande casa d’aste del mondo. E in meno di dieci anni, sono giunte ad acquisire tre punti saldi: il mercato dell’arte è ancora un territorio sconosciuto e quasi vergine per quasi tutti noi; dei talenti artistici si nascondono ovunque e attendono di essere scoperti, e per questo passano spesso degli anni; il desiderio di circondarci di oggetti che ci fanno a lungo vibrare di emozioni è sempre più presente.

Così come ci piace vestirci per uscire, indossare dei bei gioielli, il bon ton a tavola deve riflettere la nostra eleganza e il “savoir vivre”. Questo “savoir vivre” alla francese non deve mai essere privo di semplicità e di naturalezza, per essere elegante. A Parigi, l’arte della tavola è un’arte molto rigorosa, soprattutto quando parliamo di posate.

Le verdure si trovano ovunque, sotto forma di succhi, di gratin, di cocktail e, naturalmente, nel piatto. Da alcuni anni, una fra le grandi novità della cucina è l’arrivo in pompa magna delle verdure, in veste di protagoniste del menu e non come “semplice accompagnamento”. Come succede nel campo della moda, l’accessorio è diventato quasi il capo principale del look. La parigina si sente responsabile del proprio universo e cerca di rispettare le stagioni della natura quando si tratta di quello che va a mangiare. A giocare un ruolo di primo piano nella cucina “legumière” (di verdure), nonché vero “cocco” delle parigine, troviamo Alain Passard. Uno dei mitici chef della Guida Michelin, che dal 1997 gli tributa tre stelle.
La fama che si è creato Passard nasce dal modo straordinariamente artistico con cui lavora le materie prime, che lo porta a progettare i suoi menu in base alle stagioni e ai suoi “giardini-orti” situati in tre diverse regioni climatiche della Francia.

Se quella sera non eravate davanti alla tv, vi siete persi qualcosa di molto interessante e misterioso.
Il 7 maggio 2017, pressappoco intorno alle 23, con passo sicuro e sguardo fiero, Emmanuel Macron, appena consacrato Presidente della Repubblica francese, attraversa da solo il grande cortile del Louvre, diretto al palco dal quale darà il suo saluto alla Francia e al mondo intero. Nessuna esitazione in lui, che marcia al ritmo delle note dell'Inno alla gioia di Beethoven. La sua esile e diritta figura si delinea chiaramente quando passa davanti ai vetri della maestosa costruzione al centro del cortile. Solo allora, lo sguardo del neo-Presidente, si volge per una impercettibile frazione di tempo, verso la Piramide.

Quest’anno, in cui trionfa la moda “jap”, Yannick Alléno ci fa un’altra volta una sorpresa aprendo il suo ristorante di sushi giapponese al Pavillon Ledoyen: un ristorante sushi moderno in un ambiente ultracontemporaneo. Affidato da Yannick Alléno a Yasunari Okazaki, maître sushi giapponese, arrivato qui dal suo Paese per l’occasione, L’Abysse presenta dei nigiri à la carte o in degustazione (omakazé), contornati da vari piatti moderni, che riflettono ampiamente la personalità dello chef parigino, offrendo anche una delle migliori carte di sakè in Francia.

In an increasingly machine-oriented society, artists are even more interested in robots since artificial intelligence is shaping human lives and even artwork: its production, its exhibition, its diffusion, its conservation, its reception.

Since 1764 Baccarat has written the chapters of its remarkable history in sparkling letters. Founded in Lorraine, by permission of King Louis XV, the world’s most famous Crystalworks has, over the ages, become a symbol of superb craftsmanship and French Art de Vivre. The name Baccarat reverberates like an echo of outstanding pieces, extraordinary places and unforgettable parties.

Sotto forma di purè, al gratin, saltata in padella, bollita, la patata è molto apprezzata dai palati raffinati dei francesi, che esigono soprattutto la qualità. Ho conosciuto la Bonnotte a Parigi, una sera di maggio, in un famoso caffè di Saint-Germain-des-Prés. La Parigi che conta era riunita lì per celebrare l’arrivo del famoso tubero nella capitale e per degustarlo, “noblesse oblige”, rivestito da una semplice ostrica, anch’essa appena sbarcata da Noirmoutier, sua isola natia.

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