Béatrice - Cooking

Béatrice - Cooking

Bonjour, my name is Béatrice. Thanks to my grandmother, I developed a love of cooking in early childhood. At her, everything smelled of apple brioche, rhubarb jam and fresh country produces. It’s not always easy to cook in Paris as the number of invitations exceeds the days of the week! So, it’s really necessary to think out the menu in order to have a successful diner at home. The wining recipe: gourmet, seasonal and dietetic dishes. And surprising presentations. No longer possible to serve the traditional Blanquette of veal to make your guests happy…

Un vortice ondoso di golosità e vitamine… Proprio come la sua sorella maggiore salata, che diventa vellutata o minestrone a seconda dei gusti, la zuppa dolce può essere declinata all’infinito e presentarsi sotto mille aspetti, servita nella ciotola per cereali o nell’intramontabile verrina, passando per la tazza da tè trasparente. Con un pizzico di astuzia e di fantasia, sorprenderà i vostri ospiti.

Gli chef di vecchia scuola parlano soltanto di sapori autentici e di piccole delizie del terroir, prive di prodotti chimici. Ma quelli della nuova generazione cosa pensano del bio?
Philippe Mille, Alexandre Gauthier, Christophe Hay e Jerôme Chaucesse hanno 30-40 anni, alcuni di loro sono “Meilleur Ouvrier de France” o “Grand Chef de Demain” della Gault Millau, altri brillano di una stella nella Guida Michelin.

A great, seasonal “anti-aging health food” recipe. Growing older inevitably means a progressive functional decline, but we can still limit the damage by paying careful attention to our lifestyle, and part of this means eating right!
Although there may be differing definitions of the ideal diet, there is universal agreement about the primordial importance of plant-based foods. This is not limited to just fruit and veggies, but includes wholegrain products, herbs and spices, olive oil, dark chocolate, and beverages like green tea and red wine.

Ho conosciuto la Bonnotte a Parigi, una sera di maggio, in un famoso caffè di Saint-Germain-des-Prés. La Parigi che conta era riunita lì per celebrare l’arrivo del famoso tubero nella capitale e per degustarlo, “noblesse oblige”, rivestito da una semplice ostrica, anch’essa appena sbarcata da Noirmoutier, sua isola natia. Il mio amico Alexandre Couillon (chef 2 stelle de La Marine a Noirmoutier) mi ha datto una delle sue ricette di stagione, una favola di sapore…

Don't expect to find strictly French food in Paris! Like any big city, Paris is home to a vibrant mix of international cuisines and Parisian girls love to discover original or creative recipes as this funny and healthy Yellow Gazpacho recipes with sunny yellow tomatoes! The difference in color between red and yellow tomatoes is not just superficial…

Sotto forma di purè, al gratin, saltata in padella, bollita, la patata è molto apprezzata dai palati raffinati dei francesi, che esigono soprattutto la qualità. Ho conosciuto la Bonnotte a Parigi, una sera di maggio, in un famoso caffè di Saint-Germain-des-Prés. La Parigi che conta era riunita lì per celebrare l’arrivo del famoso tubero nella capitale e per degustarlo, “noblesse oblige”, rivestito da una semplice ostrica, anch’essa appena sbarcata da Noirmoutier, sua isola natia.

L’hachis Parmentier è un piatto al gratin a base di purè di patate e di macinato di carne di manzo. Questo piatto tradizionale francese sarebbe nato a Parigi, e la tradizione vuole che il suo nome sia dovuto al farmacista Antoine Parmentier, che lo propose a Luigi XVI, nella convinzione che il tubero, ossia la patata, sarebbe stato un rimedio efficace contro la carestia. Quando ero bambina, questo piatto non mi piaceva per niente, perché in un “hachis” [macinato] (termine che si richiama al fatto che gli ingredienti sono macinati), non riuscivo a vedere bene cosa stavo mangiando… Oggi, invece, come molte delle mie amiche parigine, adoro questo piatto, che del resto ha ritrovato le sue patenti nobiliari nelle numerose birrerie della capitale che lo propongono. Ecco la mia ricetta.

Le Parigine non disdegnano i grassi, ma ne assumono in quantità giuste, orientandosi verso i grassi “buoni”, come l’olio di oliva nelle insalate, i semi di lino e… l’avocado. Lo sapete cosa ha fatto la mia amica Lou, che non riusciva a far mangiare l’avocado ai suoi bambini, Emma e Firmin? Ecco che si è inventata una ricetta superfacile e fantastica di mousse di cioccolato fondante all’avocado! Anche le mie amiche vegetariane non sanno resistere!

Ah, le “quenelles”, la adoriamo a Parigi! Tipiche della cucita tradizionale lionese, hanno a poco a poco invaso il menu delle brasseries (birrerie) parigine. Come capita a molte parigine, una parte della mia famiglia non è da Parigi. Con una nonna di Lione, le “quenelles” appartenevano al patrimonio gastronomico di famiglia. E, visto che era il mio piatto francese preferito, mia madre le preparava regolarmente in occasione del mio compleanno. Ecco la mia ricetta che, devo dire, piace molto ai miei amici americani e italiani.

Come in un quadro di Pierre Soulages (noto come “il pittore nero” per la tonalità che predilige nelle sue opere), le tavole di Parigi si vestono di specialità e di alimenti neri come il carbone. Un effetto cromatico assicurato e veramente chic naturalmente, in perfetta sintonia con il tubino nero che indossano! Le parigine sono talmente sedotte dal nero, che dal nero è nata una grande quantità di ricette. Ecco la mia ricetta dei macaron al nero di seppia…

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