Béatrice - Cooking

Béatrice - Cooking

Bonjour, my name is Béatrice. Thanks to my grandmother, I developed a love of cooking in early childhood. At her, everything smelled of apple brioche, rhubarb jam and fresh country produces. It’s not always easy to cook in Paris as the number of invitations exceeds the days of the week! So, it’s really necessary to think out the menu in order to have a successful diner at home. The wining recipe: gourmet, seasonal and dietetic dishes. And surprising presentations. No longer possible to serve the traditional Blanquette of veal to make your guests happy…

A baguette please! Just say these few magic words and in an instant you will have fragrant bread under your arm and the guarantee of flavor and aroma that are renewed daily. Although the first mention of bread in the Bible dates from 1800 BC, it was not until the 1930s that the baguette was invented and immediately became part of French daily life. At first it was considered ephemeral when compared to the coarse, rustic bread whose abundant loaf allowed to stay fresh for several days without the need to return to the baker, the baguette, a gourmet bread, quickly became a real bakery star, the symbol of France abroad and a cornerstone of French heritage like the Arc de Triomphe or the Eiffel Tower… 

The hachis Parmentier is a gratin dish made with mashed potatoes and ground beef. This traditional French dish was born in Paris, and tradition has it that its name is due to the pharmacist Antoine Parmentier, who proposed it to Louis XVI, in the belief that the tuber, or rather potato, would be an effective remedy against famine.

Si dice: “rosso pomodoro”, “verde pisello”, “giallo peperone”, ma avete mai sentito dire: “viola carota”? Mai, ci scommetto. Eppure, un tempo, il "viola carota" ci stava, eccome! In origine, infatti, i colori prevalenti della carota erano quelli della varietà violacea o quelli tendenti al grigio. 

 

Accompagnano, arricchiscono, esaltano e insaporiscono: non c’è davvero miglior alleato in cucina delle salse. Può sembrare un gioco da ragazzi, ma preparare una salsa a regola d’arte richiede un’ottima conoscenza di abbinamenti, sapori e consistenze. Vi propongo oggi tre ricette, ma se desiderate altre ricette… basta lasciarmi un commento in fondo al servizio.

Un arrivo che fa seguito allo spettacolare restauro della sala, unica al mondo, del ristorante: il tetto si apre maestosamente per svelare il cielo di Parigi. Uno slancio pieno di brio verso l’indirizzo diventato famoso da quasi 80 anni.

Che sia lungo, quadrato o rotondo, il bonbon lo adoriamo… Piccolo premio per alcuni, per altri peccatuccio di gola, piace a tutte le generazioni di parigine da più di 2.000 anni! Questo pasticcino aromatizzato e zuccherato può assumere varie forme, a seconda del nostro umore. Insomma, ecco quello che rappresenta per noi, parigine…

Creata nel 1920, la scuola Ferrandi Paris propone una formazione professionale unica nel suo genere, che prepara ai mestieri della gastronomia e dell’hospitality management più di 2.300 allievi provenienti da ogni parte del mondo. Diplomati destinati a brillanti carriere in strutture rinomate, o a capo della propria impresa. Ecco un profilo della scuola di cui tutti parlano.

Negli ultimi tempi la passione per la cucina sembra in Francia un vero tormentone e, dalla televisione ai social network fino alle pubblicità, non manca occasione in cui il cibo è protagonista indiscusso. La Parigina ha ormai voglia di muoversi in cucina come una vera chef. Per farlo, ha bisogno degli utensili giusti. Lo stesso vale per gli chef, non basta il talento, gli utensili sono ormai fondamentali. Parole di chef…

Un vortice ondoso di golosità e vitamine… Proprio come la sua sorella maggiore salata, che diventa vellutata o minestrone a seconda dei gusti, la zuppa dolce può essere declinata all’infinito e presentarsi sotto mille aspetti, servita nella ciotola per cereali o nell’intramontabile verrina, passando per la tazza da tè trasparente. Con un pizzico di astuzia e di fantasia, sorprenderà i vostri ospiti.

Gli chef di vecchia scuola parlano soltanto di sapori autentici e di piccole delizie del terroir, prive di prodotti chimici. Ma quelli della nuova generazione cosa pensano del bio?
Philippe Mille, Alexandre Gauthier, Christophe Hay e Jerôme Chaucesse hanno 30-40 anni, alcuni di loro sono “Meilleur Ouvrier de France” o “Grand Chef de Demain” della Gault Millau, altri brillano di una stella nella Guida Michelin.

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