LA MISTERIOSA CHAPELURE NON È ALTRO CHE PANGRATTATO! RACCONTO DI UN ITALIANO A PARIGI…

Se sei un meneghino doc, la cotoletta alla milanese è un must da cui non puoi prescindere. È l'equivalente del foie gras poelé o del Boeuf à la Bourguignonne per un parigino nato e cresciuto a Saint-Germain-des-Prés. Il mio amico Paolo, 42 anni, dirigente d'azienda trasferito a Parigi da Milano è felice come una Pasqua, ma…

La città lo affascina, l'ambiente di lavoro, dapprima un po' chiuso e ostile, si rivela ben presto disponibile e collaborativo. Per un italiano, elegante e di bella presenza, le donne non sono un problema. Le parigine, poi, sono aperte e disponibili all'amicizia, soprattutto con uno straniero.

All'inizio Paolo aveva un paio di problemi: il primo era orientarsi in città con i mezzi pubblici, métro-boulot-dodò, che, per chi non lo sapesse, è una specie di ossessione per noi parigini, un ritornello ripetuto all'infinito che vuol dire pressappoco cominciare la giornata in metropolitana (métro), andare al lavoro (boulot), tornare a dormire (dodò) e ricominciare il giro giorno dopo giorno: métro-boulot-dodò. Ma forse noi parigini sottovalutiamo i milanesi che, quanto a ritmi di lavoro e di vita frenetica, non hanno rivali. Risolto il primo problema, a Paolo restava il secondo: il cibo! Quando arrivi a Parigi da un altro Paese è una festa. Ostriche, foie-gras, hachis Parmentier, gigots d'agneau, escargot au beurre…. Insomma, se non stai attento, prendi tre chili a settimana come se niente fosse, ingrassi senza rimedio. Per questo, molto saggiamente, Paolo deve aver pensato di interrompere la dipendenza dal cibo francese, ricorrendo ad una cucina-fai-da-te. Il suo pensiero di base fu: “Mi faccio una cotoletta alla milanese, un'insalatina olio e limone e sto a posto!”

Detto, fatto! “Vado dal boucher all'angolo e rimedio la materia prima, la carne: una bella costoletta di vitello alta due centimetri e mezzo, distesa come un orecchio di elefante!”. Torna a casa, prepara la padella, accende il fuoco e subito gli viene in mente l'impanatura. Che cotoletta è se non è impanata? Guarda in dispensa, nel frigorifero, nei cassetti alla ricerca del pangrattato, ma il pangrattato non c'è. Nessun problema: si va dal fornaio (boulanger) o in salumeria (charcutier) e si compra il pangrattato.

Ma come si dice in francese pangrattato? Lui pensa che si dica pain (pane) rapé (grattato), quindi va dal fornaio all'angolo e chiede del pain rapé. Il fornaio non capisce, mai sentito il painrapé, ma se monsieur gradisce, lui può dargli della chapelure. “Chissà che cos'è?… - pensa Paolo – Un prodotto per i capelli? No grazie!” Forse non è dal fornaio che deve cercare il pangrattato, ma in salumeria. Non è lontano, ci arriva in due minuti. In un francese un po' alla buona chiede del painrapé, ma anche qui la risposta è negativa. Mai sentito il painrapé, ma se vuole c'è della chapelure. “Ancora questa roba? No, grazie! Devo farci la cotoletta alla milanese non la messa in piega!” La scena si ripete tale e quale dall'épicier (droghiere), da un secondo e da un terzo fornaio, da un altro salumiere. “Ok, niente cotoletta alla milanese!”, pensa Paolo sconsolato. “Vado al supermercato e compero qualcos'altro, forse un maledettissimo paté francese!”

Si aggira triste e rassegnato tra i banchi di un grande Carrefour, quando, in uno scaffale quasi nascosto, vede una scatoletta di cartone con la scritta: chapelure! Decide di comprarla, la mette nel paniere, paga e se ne torna a casa.
Va in bagno ad aprire la scatoletta di cartone, non in cucina, e che cosa scopre? La famigerata chapelure non è altro che pangrattato!

Naturalmente Paolo ha mangiato la più buona e gustosa cotoletta alla milanese della sua vita e ha deciso di mettersi a studiare il francese vero, quello parlato, quello di tutti i giorni.

Non ci crederete: da allora è anche dimagrito!

E non dovete credere che a Parigi si usi poco la chapelure. Provate un po’ questa deliziosa ricetta, ve la raccomando.


ppane2Croquette di camembert al pangrattato (chapelure)

Preparazione 10 min - Cottura 10 min

Ingredienti per 8 pers.
• 2 forme di formaggio camembert non molle
• 1 chiara d’uovo
• farina
• pangrattato
• olio extravergine d’oliva per la frittura

Preparazione
• Tagliate i camembert a spicchi. Passate ogni spicchio nella farina e poi nella chiara d'uovo sbattuto e infine nel pangrattato.
• Fate riscaldare l'olio nella padella per friggere o nella friggitrice. Fate friggere le croquette di camembert fino a che siano dorate. Ritirate i pezzi della padella o della friggitrice e ponetele su carta assorbente da cucina.
• Degustate le croquette ancora calde con foglie di lattuga condite a piacimento.

Maxime - Art & Culture

Bonjour, my name is Maxime. I obtained my name because my grandmother always took me to Maxime’s in Paris for my birthday, always in the company of her best girlfriend! When I was fourteen years old, I was already enamoured with their Parisian chatter. Now, when with friends, I know everything about the art of invisible make-up and light cocktails! The Parisian really has a very distinct character: she’s surprising and interesting. And she’s so feminine! As for invitations, it a real task: each day Paris offers new exhibitions, previews and vernissages. With a Parisian, you absolutely have to be in the right place at the right time!

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