YVES SAINT LAURENT, una delle più grandi icone fra gli stilisti del XX secolo

«Mi piacerebbe che, tra cento anni, si studiassero i miei vestiti, i miei disegni»: ecco quello che, nel 1992, diceva il grande stilista Yves Saint Laurent. Non aveva alcun dubbio che nel 2017 un museo avrebbe reso omaggio alla sua opera, proprio nel cuore della sua casa d’alta moda…

ysl4Quando ci mettiamo a guardare l’opera del creatore di moda, non possiamo non pensare al famoso smoking che è stato lui per primo a declinare al femminile, per non parlare della sahariana… È ancora impressa nella nostra memoria la sua audacia, che ha fatto scorrere fiumi d’inchiostro, con quei giochi di trasparenze che fanno intravedere il seno femminile, e neanche possiamo dimenticare che è stato lui il primo a far sfilare delle modelle di colore.

«Il più bell’abito che possa vestire una donna, sono le braccia dell’uomo che lei ama. Ma per quelle che non hanno avuto questa fortuna, ci sono io»: ecco quello che diceva Yves Saint Laurent.

Per gli innamorati della moda e di Parigi, una puntatina al nuovissimo Musée Yves Saint Laurent è, per questo motivo, imperdibile! Ambientato in quelli che erano un tempo i saloni della casa di alta moda, ma anche nello studio privato in cui il couturier ideava le sue creazioni, il museo offre una full immersion nell’universo personale di uno dei più grandi stilisti del Novecento. Lungo un percorso di 450 m², sfilano vestiti, accessori, schizzi di modelli, foto e video. A ospitare il museo, un hôtel particulier (* ) del Secondo Impero, nel quale hanno lavorato, per trent’anni, le équipes dello stilista. I punti chiave del percorso: i saloni, un tempo aperti alle clienti, oltre 5.000 capi di campionario, ma soprattutto lo Studio, centro nevralgico in cui venivano concepite tutte le collezioni.

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Ecco, allora, 5 ottime ragioni per visitare il Musée Yves Saint Laurent Paris…

1.    Per scoprire la fedele ricostruzione dell’atelier di YSL
L’atelier di Yves Saint Laurent è stato ricostruito alla perfezione. Ci si potrebbe aspettare di vedere lo stilista comparire qui, sigaretta alla mano, mentre si va a sedere nel suo Studio – una semplice tavola e due cavalletti. E poi… ci sono i suoi occhiali appoggiati delicatamente su alcuni disegni, e il suo camice piegato sulla sedia, e sotto il tavolo una ciotola, che pare sia messa lì ad aspettare il suo cane Moujik.

2.    Per ascoltare la gente che lavorava nell’atelier
Il  visitatore può immergersi in quella che era la vita al 5 Avenue Marceau, e questo grazie  a una ventina di interviste fatte a persone che lavoravano nella casa di alta moda. Sarti, sarte, clienti e assistenti si raccontano davanti alla macchina da presa del biografo di YSL. Testimonianze preziose, grazie a cui il pubblico può capire come funzionava la maison Saint Laurent, scoprendo così i vari momenti attraverso cui passa una collezione di alta moda, dallo schizzo preparatorio alla vendita.

3.    Per ammirare lo stile Saint Laurent
Qui sono esposti i modelli più iconici: smoking, sahariana, jump-suite (una “tuta” elegante) e trench-coat, che stilisticamente si ispirano ai codici dell’abbigliamento maschile. Pur serbandone la femminilità, Yves Saint Laurent regala alle donne sicurezza, audacia e potere: del resto, questi vestiti hanno accompagnato l’emancipazione femminile. Il posto d’onore è riservato alla primissima collezione di Saint Laurent (quella Primavera-Estate del 1962).

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4.    Per capire il rapporto che legava Pierre Bergé e Yves Saint Laurent
Nella sala-video del museo, il film L’aigle à deux têtes permette di cogliere la relazione che legava Pierre Bergé e Yves Saint Laurent, e il cui lavoro (il primo alla direzione, il secondo alla creazione) era complementare. Entrambi hanno creato il successo della maison, che nelle loro mani è divenuta un vero impero.

5.    Per il ruolo giocato dall’arte e dal disegno nella creazione
Prima di essere un grande sarto, Yves Saint Laurent era un grande disegnatore. Sulle tavole delle collezioni, bastano pochi tratti di matita per schizzare i vari modelli, che vestono meravigliose sagome femminili dalle lunghe gambe. Il tratto è pieno di vita. Si riescono a percepire movimenti e pieghe dei vari tessuti scelti dal sarto. Pierre Bergé diceva di lui: «Quando disegna un vestito, si riesce a capire, solo a vederne lo schizzo, se sta modellando un velluto o una seta».

Charlotte - Style & fashion

Bonsoir, my name is Charlotte. My mother, ex-model for Saint-Laurent, is American but I’ve lived in Paris since I was 4 years old. Since my mother was often abroad for fashion shows, my French grandmother, a dressmaker for Chanel, taught me the way to become a real Parisian. Today, I’m a wedding-planner and my husband directs a famous fashion magazine. I don’t have to tell you that I have a front seat at all of the fashion shows and I’ve developed a good general culture about fashion. Although I’m the personal shopper for my friends, my strong points are marriage and elegance.

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