RITRATTO DI UNA CREATRICE PARIGINA, EMMA MESTON FONDATRICE DELLA MAISON “IKONE”, CREA GIOIELLI PER I MATRIMONI E PER LE PIÙ IMPORTANTI MAISON D’ALTA MODA

Emma Meston è una creatrice di gioielli diversa dalle altre. Questa artista ha dato vita alla propria tecnica, che appartiene ai  mestieri d’arte: la Smaltatura. Una sottile trina di filo di rame italiano, stagnato e sottoposto a bagni particolari, lavorata a mano, ingloba delle madreperle, delle pietre semi-preziose, inserti di pezzi da collezione e cristalli della Maison Swarovski. Le sue creazioni, realizzate completamente a mano in lunghe ore di lavoro minuzioso, sono dei capolavori, dei veri “gioiellini” di delicatezza. «Adesso, espongo le mie creazioni in un e-shop e vendo in tutto il mondo». Incontro con un’artista che lavora sulla scia dell’ispirazione.

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10403165 10204088098551394 6816060086304131306 nCi racconti la sua storia, il suo percorso…

Sono nata proprio alla fine della strada dove oggi ho il mio show-room, una strizzatina d’occhio alla vita! Da piccola ho vissuto in aperta campagna nel Perche, in piena natura e in località molto esotiche come la Réunion, il Marocco e la Turchia. Da allora, la passione per i viaggi non mi ha mai lasciato. A 19 anni, dopo la maturità, mi sono rimessa in viaggio verso i grandi spazi: Stati Uniti, Africa, Thailandia, India… i viaggi sono veramente delle fonti di ispirazione e, in più, i miei genitori erano degli antiquari. Sono cresciuta circondata da quadri e oggetti particolari, carichi di ricordi e di storia. Ho concepito le mie creazioni come fa “un pittore”. Lavoro con una vasta gamma di colori, di materiali, valorizzando la luce della resa cromatica. Per un gioiello su misura, io penso alla persona che lo indosserà, ossia alla donna a cui è destinato. Ognuno contribuisce alla bellezza dell’altro… Creo fin da quando ero piccola. Mi piace assemblare su di un gioiello dei minuscoli tesori, per poterli indossare sempre e poterli contemplare.

Quando ero incinta della mia prima figlia, ho inventato questa tecnica di smaltatura. La contessa di Nouailles (1) ci vedrebbe una storia da raccontare, una narrazione che racconta la mia vita… e in questo c’è un po’ di verità. Non avrei mai pensato di farne il mio mestiere, ma il miracolo si è avverato. Sono bastati due incontri, uno con la Maison Lacroix, l’altro con una giovane donna che mi ha dato una mano a mettermi in luce. E tutto è andato per il verso giusto, tutto si è concatenato… Torrente, Max Chaoul, Stéphanie Wolff, George Hobbeika, Nike… gli hotel Le Ritz, il Bristol, Le Crillon e Le Four Seasons hanno esposto le mie creazioni. La boutique Maria Luisa al Printemps di Parigi ha rappresentato il mio marchio per molti anni.

double-headband-twinneeSono stata partner di eventi come il Festival di Cannes, il ballo dei Dogi di Venezia, il Retro Basket di Nike alle Galeries Lafayette, i saloni e le sfilate di Hong Kong e di Parigi  per la maison Swarovski, l’Orient Fashion-Show… Ho anche avuto l’onore di avere Madonna nel mio book!

E poi, quattro anni fa, ho dato un taglio a tutto. Gli amici che mi circondavano e quelli dell’ambiente sono rimasti sbalorditi… Voglia di respirare, di andare a vedere altre cose, di cambiare stile, perché creare senza sosta richiede tantissima energia. Ma la vita ha anche il compito di rimetterti in carreggiata. Grazie a dei nuovi incontri che ho avuto, ho preso coscienza del fatto che questo desiderio irrefrenabile di creare qualcosa di bello per far brillare gli occhi alle donne non mi aveva mai abbandonato.images

Da allora, espongo le mie creazioni in un e-shop e vendo in tutto il mondo. Desidero puntare il mio lavoro sul matrimonio, perché le mie creazioni sono degli oggetti sensibili che richiamano questo momento felice, fuori del tempo… Ho anche dato vita a delle “capsule collection” (2) di stile bohémien, hippie chic, realizzate con materiali diversi. Ricevo su appuntamento nel mio show-room a due passi da Parigi per tutte le creazioni su misura.

Cosa le piace di Parigi, da cosa trae ispirazione nella capitale?

Parigi è una fonte inesauribile di ispirazione. Mi fa venire il desiderio di dare vita a creazioni ispirate agli incontri che faccio, ai luoghi, la produzione artistica qui è veramente incredibile. Tutto è arte, basta avere occhio! Organizzo le mie inquadrature a Place des Vosges, al père Lachaise, a Saint-Germain, al Quai des Grands Augustins, nei giardini di Notre Dame, perché Parigi è lo scrigno magico a cui dedico il mio lavoro. È qui che i miei nonni hanno lavorato. Mia nonna disegnava modelli per i grandi sarti parigini (da Paul Poiret a Courrèges, passando per Jacques Fath) e mio nonno era capocantiere e restauratore-doratore dei grandi monumenti (Invalides, Pont Alexandre III, Sacré Coeur, ecc. …). Sento la necessità di rigenerarmi nei parchi, come il giardino di Albert Kahn o il grande parco dell’Osservatorio di Meudon. La natura mi dona energia creativa.

E poi, Parigi è ovviamente la moda! Tutti i grandi sarti, i giovani talenti, i “savoir-faire” esclusivi come i ricami di François Lesage, un tempo mio vicino e compagno di passeggiate. Parigi è una favolosa sceneggiatura teatrale che continua sempre a darci ispirazione!

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Quali sono le sue fonti di ispirazione?

Il periodo orientaleggiante, il romanticismo austriaco, gli Anni Ruggenti, l’epoca vittoriana, l’art déco. È grazie alla mia infanzia felice, trascorsa in questa cornice di felicità, che sono stati plasmati il mio gusto, le mie tendenze stilistiche, la mia cultura artistica. E poi ci sono i viaggi. Amo lo stile bohémien, quello di Loulou de la Falaise per il suo lato etnico e chic, gli hippy di Ibiza per il loro stile tra natura e folk. Ma ammiro soprattutto il “portamento” delle donne con le loro parure ataviche e il colore dei loro vestiti, come le donne del Rajasthan o quelle delle popolazioni berbere, del Niger, delle tribù della Thailandia. Lei l’avrà capito, a ispirarmi sono le donne. Quelle che incontro, quelle che hanno attraversato la Storia e sono rimaste impresse nella mia memoria: Alma Mahler, Joséphine de Beauharnais, Frida Kahlo, Joséphine Baker, Gabrielle Chanel, Helena Rubinstein, le donne della mia famiglia, donne forti ma sensibili, artiste e donne impegnate. Io devo molto a loro.

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Per ordinare i gioielli di Emma:

https://www.ikone-paris.com/fr/

(1) Che all’inizio del XX secolo teneva un salotto letterario e creò, assieme ad altre signore, il premio « Vie Heureuse », che poi negli Anni ’20 diventò il « Prix Femina », un riconoscimento letterario dedicato a opere femminili.

(2) Ossia collezioni composte da pochi elementi, facilmente abbinabili e scambiabili tra di loro

Charlotte - Style & fashion

Bonsoir, my name is Charlotte. My mother, ex-model for Saint-Laurent, is American but I’ve lived in Paris since I was 4 years old. Since my mother was often abroad for fashion shows, my French grandmother, a dressmaker for Chanel, taught me the way to become a real Parisian. Today, I’m a wedding-planner and my husband directs a famous fashion magazine. I don’t have to tell you that I have a front seat at all of the fashion shows and I’ve developed a good general culture about fashion. Although I’m the personal shopper for my friends, my strong points are marriage and elegance.

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