LA COSTRUZIONE DI PARIGI, 2° DA FRANCESCO 1 A NAPOLEON III

Nel XVI secolo Parigi torna a giocare un ruolo di primo piano, quando Francesco I ristabilisce la sua residenza nella capitale, mentre la corte si sposta – a seconda delle stagioni – nei castelli reali. Fa demolire il vecchio Louvre, per trasformarlo in palais de la Renaissance, e inizia a costruire la chiesa Saint-Eustache e l’Hôtel de Ville.

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Aperta alle idee del Rinascimento, la città conosce una rinnovata vita intellettuale e culturale, grazie alla diffusione della stampa, all’opera di molti poeti e dotti umanisti, tra i quali le figure più di spicco rivestono il ruolo di docenti presso il nuovo Collège de France.
Ma Parigi, di consolidata fede cattolica, è fondamentalmente ostile alla riforma: dal 1534, correnti religiose opposte fra cattolici e protestanti dividono la città. Il popolo massacra gli ugonotti nella notte di San Bartolomeo nel 1572, trincerandosi nel campo cattolico della Lega, si solleva nel 1588 alla notizia dell’assassinio del proprio capo, il duca di Guisa, e proclama la caduta del re Enrico III. Enrico IV torna a Parigi solo dopo aver abiurato alla sua fede protestante.
Portando al culmine la monarchia assoluta e accentratrice, i Borboni si dedicano all’abbellimento della città. Durante il suo regno all’inizio del XVII secolo, Enrico IV continua l’opera di costruzione del Louvre e del castello delle Tuileries, iniziato da Caterina de’ Medici, e questo favorirà l’espansione dei bei quartieri verso la parte ovest di Parigi. Il sovrano porta a termine l’Hôtel de Ville e il Pont-Neuf, crea una nuova tipologia di piazze geometriche, in linea con la place Royale (oggi place des Vosges) e la place Dauphine.

parigi2-3L’espansione culturale della capitale si consolida sotto Luigi XIII con la creazione della Stamperia reale, del Jardin des Plantes e dell’Académie française: Luigi XII costruisce delle nuove fortificazioni sulla rive droite (oggi sono i grandi boulevard) per consentire l’espansione della città: nuovi quartieri vanno a sostituirsi alla campagna nel Faubourg Saint-Honoré, nell’île Saint-Louis, nel Marais, nel Faubourg Saint-Germain. Richelieu si fa edificare il palais-Cardinal (oggi Palais-Royal), Maria de’ Medici si sposta nel palazzo del Luxembourg.
Durante la minore età di Luigi XIV, Parigi viene turbata dalle agitazioni della Fronda. In realtà, il popolo parigino abbandona presto questa guerra fra grandi signori, ma il Re Sole non dimenticherà mai che, ancora bambino, era dovuto fuggire dalla capitale. “Mette il broncio” a Parigi e si trasferisce a Saint-Germain, poi a Versailles.
Con i suoi 500.000 abitanti, Parigi rimase tuttavia il centro della vita intellettuale, senza smettere di abbellirsi: continuano a sorgere edifici maestosi, incoraggiati da Colbert, che si avvale dell’opera di grandi architetti, come François Mansart e Claude Perrault.
Risalgono alla fine del XVII secolo il colonnato del Louvre, che segna l’avvento dello stile classico, in contrasto con il barocco italiano, les Invalides, l’Observatoire, l’ospedale della Salpêtrière, il College des Quatre-Nation (oggi Institut), la Porte Saint-Denis e la Porte Saint-Martin, le piazze reali Louis-le-Grand (Vendôme) e des Victoires, il giardino delle Tuileries, la manifattura dei Gobelins. Questa opulenza architettonica è in stridente contrasto con la Parigi popolare, sovraffollata e poverissima.

Nel XVIII secolo, Parigi diventa il crogiolo delle idee filosofiche dei “lumi”: nei salotti, nei primi caffè, fervono le discussioni sull’uguaglianza, la libertà e la sovranità nazionale. Nascono nuovi edifici: la Scuola Militare, l’Odéon, il futuro Panthéon, Saint-Sulpice. Il pont Louis XVI (de la Concorde) conduce ormai alla place Louis XV, la prima piazza reale aperta (place de la Concorde)…
Nel 1785, i “fermiers généraux”, ossia i responsabili del dazio, incaricati di riscuotere il pedaggio pagato dalle merci in entrata a Parigi, fanno costruire da Ledoux le rotonde della nuova cinta muraria (place Stalingrad, place de la Nation). Priva di funzione difensiva, questa cinta muraria avrebbe delimitato Parigi fino al 1860.

parigi2-4I giardini del Palais-Royal, sistemati con un nuovo progetto e aperti al pubblico, divengono un luogo in  cui fervono dibattiti e idee nuove, soprattutto il 12 luglio 1789. La Rivoluzione francese riportò di colpo Parigi alla guida della Francia. La capitale fu teatro di quasi tutti gli eventi della Rivoluzione, e la vittoria dei Giacobini sui Girondini rafforzò il movimento di centralizzazione. Ha il sapore dell’aneddoto, ma è un evento di portata storica, il fatto che la coccarda tricolore fosse creata con i colori della Città di Parigi – il blu e il rosso – intercalati dal bianco della monarchia.
Su iniziativa di Napoleone, Parigi fu assoggettata a uno statuto speciale “sotto la tutela di un prefetto della Senna e di un prefetto di Polizia agli ordini diretti del governo”. La centralizzazione proseguirà nel XIX secolo e si affermerà con le rivoluzioni industriali, l’esodo rurale, la realizzazione di reti di comunicazione ferroviarie , poi stradali. Napoleone non ebbe il tempo di realizzare tutti i progetti di “grandeur” per la capitale: cominciò l’Arco di Trionfo, la Borsa, la Colonna Vendôme, i canali dell’Ourcq, di Sant-Martin e di Saint Denis. Fece demolire le  vecchie case sui ponti e sulle rive della Senna per recuperare la vista sul fiume.
Dopo le guerre napoleoniche, Parigi venne occupata nel 1814 e nel 1815, cosa che non succedeva da quattro secoli. Anche i Parigini accolsero con un sospiro di sollievo il ritorno dei Borbone. Per la città iniziò un periodo di forte sviluppo: dai 600.000 abitanti nel 1800, passò a un milione di abitanti a partire dal 1846, soltanto grazie all’afflusso di gente dalla provincia. La crescita demografica della Francia nel XIX secolo venne quasi completamente assorbita dalla capitale. Ma le strutture della città sono ancora quelle del Medioevo e Parigi diventa una città sovraffollata e malsana. La parte ovest di Parigi rimane senza dubbio una zona residenziale, ma nella parte est della città il popolino fa la fame ed è soggetto alle epidemie (come quella del colera nel 1832) e la mortalità rimane altissima. Tuttavia questo divario sociologico non si traduce ancora in un antagonismo politico: le rivoluzioni del 1830 e del febbraio 1848 vedono gli operai e la borghesia parigina allearsi contro la monarchia. La rottura si produce con l’insurrezione socialista del giugno 1848 e la repressione che ne consegue.

Fu il Secondo Impero a trasformare Parigi, dandole il suo aspetto attuale. Ispirato alla ventata di modernità che aveva vissuto a Londra, auspicandosi di migliorare la vita del popolo e, al tempo stesso, di assicurare una repressione rapida in caso di sommossa, Napoleone III affidò a Georges Haussmann la direzione dei lavori , dal 1853 al 1869. Il prefetto della Senna doveva trasformare Parigi in una capitale moderna, edificata in funzione dei trasporti moderni, resa salubre e dotata di parchi ariosi. Abbattendo i vecchi quartieri medievali del Centro, Haussmann creò dei varchi da nord a sud e da est a ovest.  Questi grandi viali rettilinei bordati di alberi e di sontuosi edifici in pietra da taglio, dovevano collegare visivamente i punti chiave della città. Provvide ad allestire il treno della Petite Ceinture, oggi dismesso. Gli ingegneri Alphand e Belgrand allestirono una nuova rete idrica, che andava ad attingere acqua potabile dalle sorgenti a monte della Senna, una rete fognaria moderna, 2.000 ettari di parchi e giardini, che formavano una rete a vari livelli di importanza: dai due grandi “boschi”, il Bois de Boulogne e il Bois de Vincennes, fino ai piccoli spazi urbani che davano respiro a ogni quartiere, passando per i parchi di Buttes-Chaumont e di Montsouris. Il prefetto creò dei piccoli complessi: teatri come quello della place du Châtelet, l’opéra Garnier, due ospedali, municipi, ecc. Napoleone III incaricò Ballard di ristrutturare les Halles centrales. A differenza di Napoleone III che aveva finanziato la creazione di molte città per operai, Haussmann non si curò affatto di creare alloggi popolari.

 

Maxime - Art & Culture

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