LA FILLE MAL GARDÉE, UN MERAVIGLIOSO BALLETTO DI FREDERICK ASHTON ALL’OPÉRA DE PARIS, PALAIS GARNIER, DAL 25 GIUGNO AL 13 LUGLIO 2018

«Nella mia fantasia, esiste una vita nel Paese dell’eterna Primavera che sta volgendo al termine, una pastorale lussureggiante di sole e del ronzio delle api»,  così diceva Frederick Ashton. Un balletto bellissimo, che vede in scena le Étoiles, i Primi Ballerini,  il Corpo di ballo e l’Orchestra dell’Opéra National de Paris.


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Nonostante sia uno dei più antichi “ballets d’action” (1) della Storia, è rimasto inossidabile. Nel luglio del 1789, pochi giorni prima della presa della Bastiglia, Jean Duberval crea la prima versione de La Fille mal gardée (2), la cui trama è incentrata  sulle vicende amorose di semplici contadini. Da allora, molti coreografi hanno messo mano alla trama: ricordiamo soprattutto Marius Petipa nel 1885 e Frederick Ashton nel 1960. Il successo duraturo della versione di Ashton, che riesce perfino a far danzare in scena ballerini-“galli”, vecchiette ed ombrelli, non è dovuto solo alla coreografia meravigliosamente scorrevole, ma anche ai personaggi dalla grazia irresistibile, che Ashton ha saputo caratterizzare con un humour sottile.

opera2Musica
Louis‑Joseph‑Ferdinand Hérold
Arrangiamenti: John Lanchbery

Coreografia
Frederick Ashton
Da Jean Dauberval

Opéra de Paris - Palais Garnier
Place de l’Opéra 75009 Paris

(1)    Il “ballet d’action” o “balletto narrativo” è un tipo di balletto in cui la trama si sviluppa attraverso un mix di danza e pantomima.
(2)    Il titolo del balletto, che comunque rimane sempre in francese nei vari allestimenti, in italiano si potrebbe tradurre come La ragazza (o figlia) mal custodita, in riferimento alla  protagonista, la contadinella Lise, che – nonostante la madre, la vedova Simone, cerchi più volte di chiuderla a chiave per non farla incontrare col suo innamorato Colas, per darla invece in sposa a un altro ricco pretendente – riesce comunque a liberarsi e a coronare il suo sogno di sposare Colas.

Maxime - Art & Culture

Bonjour, my name is Maxime. I obtained my name because my grandmother always took me to Maxime’s in Paris for my birthday, always in the company of her best girlfriend! When I was fourteen years old, I was already enamoured with their Parisian chatter. Now, when with friends, I know everything about the art of invisible make-up and light cocktails! The Parisian really has a very distinct character: she’s surprising and interesting. And she’s so feminine! As for invitations, it a real task: each day Paris offers new exhibitions, previews and vernissages. With a Parisian, you absolutely have to be in the right place at the right time!

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