La straordinaria magia dei « passages » di Parigi

Parigi, lo sanno tutti, ha un clima imprevedibile. Da un momento all’altro si passa dal sole pieno al grigiore delle nuvole che ti scaricano addosso quella fastidiosa pioggerella che sembra non dovere smettere mai. E se tu sei in giro con la voglia di vedere bellissime vetrine, di moda o di artigianato sopraffino o di elegante antiquariato, come se dovessi partecipare a una festa, be’ la festa è già finita.

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Ed è qui che comincia la straordinaria magia dei passages de Paris!
La loro storia è iniziata tanti anni fa, tra la fine del XIX e il primo trentennio del XX secolo. A quei tempi Parigi era ancora una città dall'urbanistica spontanea e confusa. Stradine di ogni tipo si intersecavano tra loro, sfociando a volte in piccole piazze o finendo dritte sugli argini della Senna. Niente pavimentazione, quindi polvere e fango dappertutto. I locali al piano terra, quelli che affacciavano sulle strade, adibiti a stalle per cavalli o a depositi di roba vecchia, quindi non curati e maleodoranti.
È lì che a qualcuno venne in mente di intervenire, di montare una sorta di start-up, come diremmo oggi. Investendo un po’ di denaro, pensò di coprire la sua stradina con leggere strutture metalliche e lastre di vetro all’altezza dei tetti, per far passare la luce del giorno e per bloccare la pioggia. Un po' di blocchetti di porfido in terra per abbozzare una pavimentazione che eliminasse acqua e fango e voilà il passage era fatto. In quella strada ora si poteva passeggiare anche in giornate di pioggia e vento, senza il rischio di bagnarsi e di infangarsi le scarpe. Per rifarsi della spesa, mise in affitto i locali con affaccio sulla strada. In breve tempo nacquero botteghe, negozi, cafés e piccoli bistrots.

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Il successo fu travolgente. Tanto che l'idea finì per convincere grossi investitori che fiutarono l'affare. Un grosso affare, soprattutto se quella storia dei passages non si fosse limitata a sfruttare le strade piccole e strette. Qualcuno pensò che si potessero addirittura progettare e costruire gallerie coperte da ampie cupole a vetri multicolori, con pavimenti ricoperti di mosaici e decori di ogni genere per far risaltare meglio l'ingresso e le vetrine dei negozi.

Uno dei primi passages di Parigi, fu costruito nel 1799 in pieno centro cittadino: il Passages des Panoramas, che collega ancora oggi il Boulevard Montmartre alla Bourse, senza dubbio uno dei più belli, con le sue luci e le sue decorazioni dell'epoca.

Passage 5Presto la moda dei passages coperti si diffuse in tutto il centro cittadino. A favorire l'operazione fu anche e soprattutto la rivoluzione urbanistica del barone Haussmann, prefetto di Parigi che, sotto Napoleone III, stravolse completamente l’assetto della città. Demolite le costruzioni fatiscenti, risanate le zone centrali, preservate soltanto strade e case di una certa fattura, i passages acquistarono una loro specifica fisionomia. Situati soprattutto sulla Rive Droite della Senna, ossia sui Grands Boulevards, in quartieri frequentati dalla ricca borghesia dell’epoca, anche in virtù della presenza di numerosi teatri, i passages divennero luoghi di ritrovo ricercati ed eleganti. Al massimo del loro splendore, a Parigi se ne contavano circa 150, con negozi che offrivano mercanzie di vario tipo, come le preziose stoffe indiane che cominciavano a venire importate in Francia, o le ricercate porcellane e cristallerie vanto delle migliori manifatture di ogni parte d’Europa.

Ma il centro della città cominciò ad attirare ben presto altre attività commerciali. Con l’apertura dei primi magasins des nouveautés, i Grandi Magazzini come le Galéries Lafayette e i Printemps che, oltre agli ampi spazi, offrivano un'incredibile varietà di merci a prezzi molto convenienti, i negozi dei passages entrarono in crisi. A resistere fino ad oggi sono rimasti circa trenta passages, tutti bellissimi, che costituiscono un'attrattiva formidabile non solo per il turismo, ma per gli stessi parigini che approfittano di quei lussuosi ambienti, al riparo da pioggia e vento, per dedicarsi tranquillamente a ogni genere di acquisti e anche per fare quello che da voi in Italia si chiama struscio e che noi chiamiamo lèche-vitrines, il lecca vetrine, cioè guardare soltanto, senza comprare.

Per aiutarvi un po' a rintracciare i passages più interessanti di Parigi, che vale assolutamente la pena di vedere, ecco un elenco dei più conosciuti.

Passage 7Passage des Panoramas. Ne ho già parlato più sopra. Si trova nel 2° arrondissement ed è uno dei più antichi della città.

Galerie Vivienne (2° arrondissement ) È senza dubbio la galleria più chic della capitale, con i suoi pavimenti a mosaici e le sue boutique di lusso.

Passage du Grand-Cerf  (2° arrondissement ) Con i suoi 12 metri di altezza e la sua immensa volta a vetri è tra i più alti e luminosi passages della capitale.

Passage Brady (2° arrondissement ) Oltre a costituire un invito a viaggiare a causa dei suoi negozi indiani (non per niente lo chiamano Littler India) è uno dei rari passages a essere composto di due parte separate dal Boulevard de Strasbourg fin dal 1852. Una parte è coperta da una vetrata e ospita commercianti indo-pakistani, mauritiani e rèunionesi, mentre l'altra parte è a cielo aperto.

Passage Choiseul (2° arrondissement ) Famoso per la boutique Kenzo, installata lì fin dai lontani Anni 70, ha perduto parte del suo fascino quando il grande sarto ha aperto una nuova sede a Place des Victoires.

Passage Verdeau (9° arrondissement ) Situato nel prolungamento del passage des Panoramas e il Jouffroy, è uno dei più affascinanti con i suoi antiquari e i suoi insoliti negozi. Da non mancare!

Passage Jouffroy (9° arrondissement ) È stato il primo ad avere il pavimento riscaldato e una carpenteria metallica rivoluzionaria in termini architettonici.

Galerie Véro-Dodat (1° arrondissement ) Dal 1966 al 2004, è stato la meta preferita della Parigi che conta, a causa della boutique dell'attore e antiquario Robert Capia. Nel 2018 i parigini vi hanno scoperto lo spettacolare negozio di calzature di Christian Louboutin.

Passage du Caire (2° arrondissement ) Con i suoi 370 metri è il più lungo di Parigi, ma anche uno dei più stretti e soprattutto il più antico (costruito nel 1798) con le sue vetrate a spina di pesce.

Passage des Princes (2° arrondissement ) In questo immobile, l'ultimo a essere costruito all'epoca di Haussmann, si trovano numerosi negozi dedicati ai giochi per bambini e ai giochi elettronici. Da non mancare!

Galerie Colbert (2° arrondissement ) Ospita alcuni negozi, ma soprattutto numerosi celebri istituti e laboratori di ricerca legati alla storia dell'arte e al patrimonio culturale di numerose università francesi.

Galerie de la Madeleine (8° arrondissement ) Un piccolo luogo tranquillo in una zona di grande traffico, dove è possibile fermarsi a bere un caffé o un aperitivo.

Maxime - Art & Culture

Bonjour, my name is Maxime. I obtained my name because my grandmother always took me to Maxime’s in Paris for my birthday, always in the company of her best girlfriend! When I was fourteen years old, I was already enamoured with their Parisian chatter. Now, when with friends, I know everything about the art of invisible make-up and light cocktails! The Parisian really has a very distinct character: she’s surprising and interesting. And she’s so feminine! As for invitations, it a real task: each day Paris offers new exhibitions, previews and vernissages. With a Parisian, you absolutely have to be in the right place at the right time!

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