sorprendente parigi… La Canopée des Halles

Se cercate una traduzione per la parola francese canopée in un qualsiasi dizionario, non la troverete. Evitate quindi di cercare un'ipotetica canopea in italiano. Se andate a Parigi, invece, potete togliervi lo sfizio di vedere dal vivo che cos'è una canopée o canopea…

canope3È proprio lì, nel cuore della città, 1° arrondissement, non potete sbagliare, la si vede anche da lontano: è immensa, ondeggiante, giallo-verdastra e ricopre una larga zona di uno dei quartieri più famosi di Parigi: Les Halles. Si tratta di una vasta copertura, un gigantesco ombrello che lascia filtrare la luce del giorno, ma protegge dai raggi del sole e dalla pioggia.

Quella delle Halles è in acciaio e vetro ondulato ed è stata progettata e costruita per la bisogna. La canopea naturale, invece, a dispetto dei dizionari, esiste davvero ed è costituita dalle chiome degli alberi nelle foreste, attaccate le une alle altre, a formare una sorta di tettoia che lascia passare la luce ma non i raggi cocenti del sole che inaridirebbero il terreno sottostante. Ecco, ora ne sapete una in più.

canope5Ma torniamo alle Halles e alla loro lunga storia. Sembra che lo loro origine risalga al 1135, anno in cui il re Luigi VI, detto il Grosso, decise di creare un mercato in una zona all'epoca paludosa nel bel centro di Parigi. L'idea ebbe successo e dai primi capannoni in legno, sotto il regno di Filippo Augusto, nel 1180 e in seguito di Luigi XVI, le Halles si ingrandirono con il mercato del grano e con la ricostruzione della piazza principale, le Carreau, voluta da Enrico III, ultimo figlio di Caterina de' Medici. Tra il 1785 e il 1786 là dove sorgeva il cimitero des Innocents, furono costruiti il mercato dei fiori, della frutta e delle verdure. Intorno a questo enorme spazio commerciale sorsero case fatiscenti, stradine sconnesse e fangose. Alla fine del cosiddetto Ancien Régime e dopo la Rivoluzione del 1789, le Halles ebbero gravi problemi di sovraffollamento e di igiene. Verso la metà del XIX secolo l'architetto Victor Baltard progettò e costruì i grandi padiglioni in vetro e acciaio per i quali le Halles divennero celebri, tanto da ispirare uno scrittore come Émile Zola ad ambientarvi il suo famoso romanzo Il ventre di Parigi.

canope2Qualche anno dopo, nel 1858, il compositore Jacques Offenbach, autore del celebre can-can, vi ambientò l'operetta Mesdames de la Halle. Fino al 1971 les Halles si prestarono ad essere il luogo turistico caratteristico da visitare di notte, quando il frenetico movimento di uomini e di merci costituiva un vero spettacolo. Andare a mangiare una soupe à l'oignon gratinée in uno dei suoi fumosi bistrôt alle quattro del mattino d'inverno era considerato un must per i turisti dell'epoca.

Una seconda vita per les Halles fu costituita dalla grande operazione urbanistica compiuta negli anni '70-'80, con l'installazione nel suo sottosuolo di una stazione del métro RER in corrispondenza della stazione Châtelet-Les Halles, una piscina sotterranea, una mediateca, dei sottovia automobilistici e molti svincoli stradali tutt'intorno. Il Forum divenne così uno dei luoghi più frequentati di Parigi con il passaggio di oltre 750.000 persone ogni giorno.
Ma non era finita lì. La municipalità di Parigi ritenne di dover rimettere le mani sulle Halles e, dopo avere indetto un concorso internazionale, all'inizio degli anni 2000 affidò ad alcuni architetti famosi il progetto di ridisegnare e ridefinire il quadrilatero centrale delle Halles e di coprire con una grande struttura in acciaio e vetro ondulato tutta la zona. Fu così che nacque la famosa canopée di cui vi ho detto all'inizio.

canope4Vi consiglio di andare a vederla: è davvero straordinaria. Potrete così godere dei molti servizi e delle attività culturali e commerciali che le moderne Halles offrono ai visitatori.

Che ne è stato, penserete voi, del grande mercato del fresco che Les Halles sono state per secoli? Tranquillizzatevi: tutto è stato trasferito a Rungis, a circa 7 km dal centro di Parigi, dove ora sorge il più grande mercato del fresco esistente al mondo, con le sue 1.200 aziende e i loro 12.000 dipendenti. Ogni giorno 5.000 acquirenti contribuiscono a produrre un fatturato annuo di circa 7 miliardi di euro. Ma Rungis è anche una città nella città, con un ospedale, un parrucchiere, poste, banche, un commissariato di polizia, ristoranti, strutture per l'infanzia e tante altre attività.

Maxime - Art & Culture

Bonjour, my name is Maxime. I obtained my name because my grandmother always took me to Maxime’s in Paris for my birthday, always in the company of her best girlfriend! When I was fourteen years old, I was already enamoured with their Parisian chatter. Now, when with friends, I know everything about the art of invisible make-up and light cocktails! The Parisian really has a very distinct character: she’s surprising and interesting. And she’s so feminine! As for invitations, it a real task: each day Paris offers new exhibitions, previews and vernissages. With a Parisian, you absolutely have to be in the right place at the right time!

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