RECENSIONE DI DANIELE RENZONI: “LE PARIGINE SONO INSPIEGABILI”, SOSTENEVA HONORE DE BALZAC. NATHALIE PEIGNEY SI INCARICA DI SVELARE NEL SUO LIBRO I LORO SEGRETI…

Roma, 8 maggio. Presentazione del libro “Sophie la Parigina, 103 cose da sapere per essere come lei” (Rizzoli) alla Feltrinelli Red di Roma. Il giornalista Daniele Renzoni, corrispondente della Rai a Parigi (2001 al 2006) ha presentato il libro insieme all’autrice Nathalie Peigney. Una “serata disinvolta, moderna ed elegante” in una delle librerie più gourmet di Roma. Ecco la recensione di Daniele Renzoni sul libro e la vita parigina…

“ La prima impressione riguarda la veste grafica: il libro è inscatolato come uno scrigno che promette sorprese e curiosità e, magari, qualche nuovo segreto di Parigi.

presentazione-daniele3Ho conosciuto Nathalie a cena qualche tempo fa in un borgo della Maremma toscana. Serata divertente, con chiacchiere e varie curiosità tipo l’introduzione della forchetta alla corte parigina di Caterina De Medici ed Enrico II fino al gossip del cosiddetto “retrobottega”, come si direbbe a Parigi, sulle abitudini anche piccanti dei monarchi repubblicani.

Ho poi scoperto Nathalie/Sophie quando, a sorpresa, mi ha proposto di presentare questo libro firmando la copia numero 3 appena sfornata dall’editore.

La storia della forchetta non c’è nel libro di Sophie, l’ho trovata però in questo blog di Sophie e così mi sono reso conto che  libro e blog fanno parte della stessa operazione editoriale con un tipo di informazione circolare che ricorda gli antichi codici: pagine ricche di racconto, con eleganti illustrazioni, curiosità,  notizie che si rimandano l’una con l’altra come i link di un blog.

“Le parigine sono inspiegabili”, sosteneva Honore de Balzac.
E Nathalie/Sophie si incarica di svelare quello che il gigante della letteratura francese dell’800 non riusciva a capire.
Nelle vene della parigina scorre l’arte del paradosso.
È organizzata e razionale, ma anche bohème e spensierata.
Sofisticata, ma naturale.
Sexy ma lazy.
Impertinente e riservata.

Ama la tradizione senza essere tradizionalista.

E alla fine, se si crede di aver capito attenzione perché la parigina pensa si’ ma dice no e viceversa.

presentazione-daniele6È questo il canone di Nathalie/Sophie per definire “l’immenso paradosso dell’eleganza”. E questo cocktail altro non è che il “PARISIANISMO” forse l’unico “ismo” sopravvissuto al ‘900.

All’identikit della parigina va aggiunto quello che Voltaire definiva: “ il risultato della misura e del gradimento”, l’ELEGANZA.
Quella della parigina arrivata fino a noi sarebbe nata sulle barricate secondo Giacomo Marramao. Il filosofo sostiene che una delle conseguenze della rivoluzione giacobina sul costume francese, quel “come se niente fosse”, sia stato un escamotage per evitare la ghigliottina: non ostentare ricchezze.

Non ostentare è l’imperativo categorico. Anche quando passano gli anni, la parigina non forzerà mai i propri limiti convinta che voler assomigliare ad una adolescente la invecchierebbe ancora di più.

Comunque, nella prefazione Nathalie/Sophie consegna una nota di speranza a tutte le donne con un incoraggiamento: parigina si nasce ma lo si può anche diventare. Ad una condizione: lasciarsi guidare da Sophie così come fece Dante che si fece condurre per mano da Virgilio per attraversare la porta dell’inferno nella “Divina commedia”.

presentazione-daniele4Sophie dialoga e si confronta con un gruppo di amiche dispensando consigli, suggerimenti, indicazioni a partire dalle prime due regole: savoir-faire e art de vivre. Sembra di essere sul set di “glamour dans la ville” con molto più charme della fortunata fiction televisiva americana “sex in the city”. L’unica concessione seduttiva la location dove scambiarsi il french kiss e un manuale per riconoscere un vero french kiss.

Così emerge l’unicità della donna parigina che ha propri codici genetici di comportamento. Sembrerebbe inarrivabile nella sua parisian attitude.

Si passano in rassegna tutte le declinazioni del pianeta femminile in 103 cose da sapere per essere parigina “pura”.

Si sfoglia il dizionario una voce dopo l’altra: accessori, amicizia, alimentazione, abbigliamento, bambini, capelli, capi essenziali, chirurgia estetica, comportamento, educazione, eleganza, esigenza, età, femminilità, gioiello, guardaroba, lusso, portamento e tanto altro fino alla lettera z dedicata alla generazione della parigina di domani che sarà molto lontana dai cliché e dall’immagine di oggi. Oggi è una donna che va sempre di fretta e che a volte ha qualche vena di malinconia.

Come dice Sophie, la parigina è diventata un modello riconosciuto nel mondo, quasi fosse un brand internazionale che va oltre i confini finora rappresentati dall’icona francese più famosa, la Marianna.

“Sophie la parigina” è anche una guida per cercare il meglio che si possa trovare nella Ville lumiere. È un vademecum per sapere come deve essere una baguette, un croissant, una crepe, un croque monsieur. Come mangiare le cozze senza toccarle con le dita; il foie gras va tagliato rigorosamente con la forchetta. Dove prendere un’aperitivo. E tante, tante ricette per cucinare aggiungendo qualche variante a quelle della nonna.

Saranno soddisfatte le curiosità come quella del  paradosso del bidet inventato in Francia e proprio in Francia non usato perché vittima di un pregiudizio che non vi sveliamo.
Oppure la disputa tra le due rive della Senna: è più parigina quella della moderna rive droite o quella del quartiere latino della rive gauche? Sembra di capire che la gara rimarrà aperta. La sfida ha le proprie regole: il decalogo dello snobismo snocciolato da Sophie.

presentazione-daniele5Conoscevo l’exception culturelle francaise, ho scoperto il paradosso francese riferito all’arte della parigina di barcamenarsi tra uno stile e l’altro. Con un’avvertenza: sembrare naturali al 100%. Già lo insegnava Oltremanica lord Brummel: eleganza senza ricorrere ad artifici.
Si evoca un maschio perché “Sophie la parigina” è un’opera al femminile ma essenziale per gli uomini che passano per Parigi. Capire il linguaggio delle parigine, le abitudini, i gusti, i modi di fare. Conoscerne i difetti che per Sophie sono piccoli, sono difettucci. Scoprirne il carattere che è come un cocktail Bombay Baya: fuoco e ghiaccio.

Molte delle voci del dizionario di Sophie sono utili al pubblico maschile. Mi è mancato qualche buon suggerimento per un cognac, un armagnac o un calvados però le pagine dedicate allo  champagne e alle ostriche sono veramente preziose.

Per concludere, se avessi avuto tra le mani un libro come questo prima del mio soggiorno a Parigi, tuto sarebbe stato più semplice.
Allora, un suggerimento all’autrice e all’editore: di un’edizione tascabile di “Sophie la parigina” d’ora in poi non se ne potrà fare a meno camminando per Parigi.

8 maggio 2018

Daniele M. Renzoni

 

Foto di Daniele Renzoni e testo : Daniele Renzoni
Foto di Nathalie Peigney : Frédéric Poletti
Illustrazione della borsa: Alessandra Ceriani

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Catherine - Lifestyle

Bonjour, my name is Catherine. I live in the heart of Paris. I’ve always loved to travel and, over the years, I developed it into a real art: the right addresses, the suitcase, how to manage fatigue with my Parisian look! From Cannes to Antigua, from the red carpet to Pilates, I have to live up to the reputation. I have small apartments in Paris that I rent out. I love to personally welcome my guests and give them some recommendations about life in Paris “living like a true Parisian and not like a simple tourist in an elegant private suit in the heart of the city”.

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